01/03/2010
Exeredati Mundi nasce e si sviluppa come opera sinfonica unica e particolare anche nella sua forma originale: la cantata scenica. Vengono subito alla mente “Atlàntida” di Manuel de Falla, “La circe” di Alessandro Stradella, “Didonis Interitus “tratto dal IV libro dell’Eneide di Virgilio con musiche di Mozart, Pergolesi , H. Purcel…e se vogliamo restare in tema anche l’Alexander Nevsky di Prokofiev.
La mia cantata scenica rispetta le grandi opere del passato ma si muove liberamente in quanto a forma e contenuti. Exeredati mundi è un inno ai diseredati del mondo che sempre e da sempre vivono ai margini della storia. Un mondo a sua volta diseredato; la lotta tra il bene e il male, la vita e la morte. Un requiem alla nostra anima che in ogni epoca vive la sua via dolorosa. L’opera si sviluppa in 15 eventi definiti “stazioni” esattamente come succede nelle 14 della Via Crucis che trovano un angolo di speranza nell’ultima stazione aggiunta “La via Lucis”.
I diseredati cadono e si rialzano fino alla Luce finale esattamente come fa il Cristo nella sua via. La voce recitante prepara i singoli episodi alla ricerca di momenti di riflessione emotivamente guidati da una musica intensa e coinvolgente sempre in sintonia con i temi di partenza.
La musica lì dove non arrivano le parole e viceversa. Le musiche sono tutte mie, adattate all’opera minuziosamente. I testi sono tratti da altri miei lavori che già da tempo s’ispirano ai temi del disagio e della sofferenza del mondo. Il coro scandisce la solennità dei momenti mentre l’orchestra riesce anche senza le voci a creare un effetto sonoro di grande descrizione dei fatti.
“La via Lucis “ o il tema dell’andata-ritorno è la conferma di una speranza che le anime vaganti non abbandoneranno mai in questo loro passaggio da uomo sulla terra.
Ho lavorato giorno e notte a scrivere per 60 maestri d’orchestra e coro polifonico, vi aspetto.
Enzo Avitabile
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15/12/2008
Vorrei invitare tutti i miei brothers e amici che mi seguono da anni il 1° gennaio 2009 per festeggiare insieme l’anno nuovo con questo evento doppio e speciale: la mia prima sinfonia suonata dall’orchestra del teatro Marrucino di Chieti diretta dal maestro Gabriele Di Iorio e il mio nuovo progetto acustico “Napoletana”, canti e musiche scritte nel cemento. Continua il mio lavoro di recupero della tradizione nella civiltà urbana con altre due ricerche figlie di una fonte comune che è e sarà sempre per me l’arte che nasce dalla vita, i fiori nati nel fango. Prendendo a prestito la lezione dei maestri della musica che nella storia si sono mossi in tutte le forme e i generi musicali senza vincoli o limiti ho deciso di muovermi liberamente e umilmente nella musica sinfonica, da camera, sacra, devozionale, cantautoriale, tribale, popolare, popolaresca; dentro e fuori le regole,tra forma e non forma, scritta, improvvisata, spontanea, ispirata, studiata e ricercata. Una musica dinamica che non nasce e non muore ma vive in quanto “musica”. Quelli che mi conoscono sanno che io non faccio feste di compleanni, anniversari di carriera, raccolte di dischi o libri di biografie e quando deciderò di smettere lo dirò solo alla mia coscienza che sarà così gentile da comunicarlo alla mia anima. Vi chiedo solo di venire a questo incontro che è uno dei momenti più importanti della mia vita artistica. Lo so che siete tutti abituati al ritmo e al rituale della ”danza del messaggio” ma io sono anche “Napoletana”, villanelle e canti di lavoro con testi scritti da me oggi in questa jungla metropolitana con una poetica cruda che nasce sull’asfalto.
Vi aspetto nella chiesa di Donna Regina
Ciao
Enzo
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Da anni ho deciso di non utilizzare ai miei concerti servizio d'ordine e forze dell'ordine per evitare un clima di controllo e di proibizione sperando da sempre nella passione per la musica e nella sensibilità della mia gente. Da anni con la mia organizzazione faccio concerti in tutto il mondo a costi molto bassi per permetterci di suonare anche in paesi dove non si vede nemmeno l'ombra di una transenna.Paesi poveri e paesi ricchi, da Londra a Marianella, da Agadir a S.Giovanni a Teduccio con tutto l'amore per la musica e per la parte più offesa della terra. Ho scelto da sempre di non sposare lo star sistem e di avere un rapporto diretto con i miei fratelli che provengono da qualsiasi parte a qualsiasi concerto vivendo tra loro e come loro.Io sono quello che dico e dico quello che sono senza alcuna mediazione visto che la responsabilità della riuscita finale sta tutta sulle mie spalle.Sul soul express ci sono sicuramente quelli che bevono, che fumano, che si vogliono scassare ma anche quelli che pensano, che piangono, mamme e bambini alla ricerca di un attimo di felicità, adulti pronti a consumare in 4 note un ricordo, una foto di qualcuno che non c'è più,tutti
in una danza popolare e universale. E' vero spesso in concerto ho paura che l'entusiasmo degeneri in qualche incidente per cui divento un po' rigido e duro dal palco. E' vero che spesso le solite domande di curiosità sui miei colleghi mi irritano. Perdonatemi,capite quanta adrenalina ancora circola in me dopo un concerto di 2 ore: il ritmo si scatena nel mio corpo e nelle mia anima senza controllo, fino in fondo,così com'è e come sarà fino all'ultimo respiro della mia vita. Ho scelto il guest book per dare voce a tutti quelli che hanno qualcosa da dirmi. Vi ringrazio per gli incoraggiamenti e anche per le critiche che sono per me fondamentali per crescere.
Grazie di cuore
'O Brother
Enzo
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"Voglio dedicare il concerto al parco Troisi di San Giovanni a Teduccio a tutti i miei fratelli delle periferie napoletane, che come me vivono fuori di vista e si muovono dall'altra parte della strada. Il popolo non è solo emarginazione, violenza e disoccupazione
ma anche tradizione, cultura e arte".
Enzo