Da anni ho deciso di non utilizzare ai miei concerti servizio d'ordine e forze dell'ordine per evitare un clima di controllo e di proibizione sperando da sempre nella passione per la musica e nella sensibilità della mia gente. Da anni con la mia organizzazione faccio concerti in tutto il mondo a costi molto bassi per permetterci di suonare anche in paesi dove non si vede nemmeno l'ombra di una transenna.Paesi poveri e paesi ricchi, da Londra a Marianella, da Agadir a S.Giovanni a Teduccio con tutto l'amore per la musica e per la parte più offesa della terra. Ho scelto da sempre di non sposare lo star sistem e di avere un rapporto diretto con i miei fratelli che provengono da qualsiasi parte a qualsiasi concerto vivendo tra loro e come loro.Io sono quello che dico e dico quello che sono senza alcuna mediazione visto che la responsabilità della riuscita finale sta tutta sulle mie spalle.Sul soul express ci sono sicuramente quelli che bevono, che fumano, che si vogliono scassare ma anche quelli che pensano, che piangono, mamme e bambini alla ricerca di un attimo di felicità, adulti pronti a consumare in 4 note un ricordo, una foto di qualcuno che non c'è più,tutti
in una danza popolare e universale. E' vero spesso in concerto ho paura che l'entusiasmo degeneri in qualche incidente per cui divento un po' rigido e duro dal palco. E' vero che spesso le solite domande di curiosità sui miei colleghi mi irritano. Perdonatemi,capite quanta adrenalina ancora circola in me dopo un concerto di 2 ore: il ritmo si scatena nel mio corpo e nelle mia anima senza controllo, fino in fondo,così com'è e come sarà fino all'ultimo respiro della mia vita. Ho scelto il guest book per dare voce a tutti quelli che hanno qualcosa da dirmi. Vi ringrazio per gli incoraggiamenti e anche per le critiche che sono per me fondamentali per crescere.
Grazie di cuore
'O Brother
Enzo
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"Voglio dedicare il concerto al parco Troisi di San Giovanni a Teduccio a tutti i miei fratelli delle periferie napoletane, che come me vivono fuori di vista e si muovono dall'altra parte della strada. Il popolo non è solo emarginazione, violenza e disoccupazione
ma anche tradizione, cultura e arte".
Enzo